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«È stato il gettito fiscale dell’intero paese, relativamente ampio e di provenienza prevalentemente agraria, a farsi carico prima del debito che il Piemonte portò in dote all’Unità, e poi dello sviluppo infrastrutturale, delle ferrovie, delle scuole, dei telegrafi. Sono state le rimesse dei tantissimi emigrati – prima dal Nord Est e poi massicciamente dal Sud – a finanziare il saldo della bilancia commerciale, e a permettere, soprattutto a quelle regioni che si industrializzarono prima, di importare beni capitali e tecnologie». Questo il nocciolo della questione trattata nel libro si Gianfranco Viesti, che sarà presentato venerdi 26 aprile alle ore 19.00 presso Miseria e Nobiltà.